Dopo il blocco causato dalla guerra, le navi Celestyal Journey e Celestyal Discovery tornano operative sul Mediterraneo

La crisi geopolitica scoppiata il 28 febbraio con l’inizio della guerra tra Iran e le forze coinvolte nell’area del Golfo ha avuto conseguenze immediate e profonde anche sul settore crocieristico. Tra le compagnie più colpite c’è Celestyal Cruises, che ha visto improvvisamente bloccata la propria operatività in una delle aree chiave della sua strategia, quel Golfo Persico che potrebbe ora essere “scartato” dai calendari delle compagnie crocieristiche per almeno un paio d’anni.

Il punto nevralgico della crisi è stato lo Stretto di Hormuz, crocevia fondamentale non solo per il traffico energetico mondiale ma anche per le rotte della compagnia greca. Proprio attraverso Hormuz sia Celestyal Journey che Celestyal Discovery – le due navi impiegate in Medio Oriente prima dello scoppio del conflitto – avrebbero dovuto rientrare nel Mediterraneo per la stagione estiva. L’impossibilità di transitarvi ha costretto però Celestyal Cruises a tenere ferme in loco per settimane le due unità – Celestyal Journey a Doha e Celestial Discovery a Dubai – ed affrontare una complessa operazione di rimpatrio dei passeggeri provenienti da 27 Paesi, rendendo necessario il coordinamento con decine di ambasciate. Non solo: la compagnia ha anche dovuto cancellare tutte le restanti crociere di marzo e quelle di aprile.

La svolta è arrivata proprio a metà aprile, quando lo Stretto di Hormuz è stato temporaneamente riaperto al traffico commerciale: il 17 aprile Celestyal Discovery è stata la prima nave da crociera a transitare per il tratto di mare tra Iran e Oman, seguita il giorno successivo da Celestyal Journey. Questo passaggio ha consentito alla compagnia di rimettersi in moto: dal sito web di Celestyal Cruises risulta oggi che entrambe le navi torneranno operative a maggio, con crociere sul Mediterraneo orientale tra Italia, Croazia, Montenegro, Turchia e isole greche.

Il “caso studio” di Celestyal Cruises, la compagnia specializzata in crociere in Medio Oriente

Fino allo scoppio della guerra, il posizionamento di Celestyal Cruises nel Golfo era stato un caso di successo. La compagnia si era costruita una nicchia molto apprezzata dai passeggeri; anche i risultati commerciali erano in forte crescita, grazie a un aumento significativo delle prenotazioni tramite agenzie di viaggio. Insomma: il Golfo era destinato a diventare per Celestyal uno dei mercati più promettenti nel breve periodo – secondo alcuni addetti ai lavori avrebbe persino iniziato a rosicchiare crocieristi ai Caraibi – ma la guerra ha improvvisamente interrotto questo percorso.

La sfida ora diventa strategica. Come ha spiegato il chief commercial officer Lee Haslett, Celestyal non può permettersi cambi di rotta improvvisi senza una pianificazione di lungo periodo. La compagnia, pur essendo di dimensioni contenute, punta infatti sulla stabilità degli itinerari e sulla costruzione graduale della domanda nelle destinazioni servite. Insomma: qualsiasi riposizionamento delle navi dovrà essere parte di una strategia pluriennale. Questo modus operandi – lo avevamo anticipato subito dopo lo scoppio del conflitto – avrà una pesante conseguenza: non solo Celestyal Cruises ma anche MSC Crociere e le altre compagnie impegnate in Medio Oriente non torneranno pienamente operative nel Golfo Persico se non tra un paio d’anni.

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