Non tutti i crocieristi ne sono consapevoli, ma le cucine delle grandi navi vengono chiamate “galleys” (galere) da chi ci lavora ogni giorno. La similitudine è suggestiva: in questi stanzoni asettici, dove l’odore del cibo quasi non si percepisce grazie a potentissimi sistemi di aspirazione, la luce del sole non entra mai. Le paghe però sono buone e l’esperienza professionale è intensa e formativa (Bruno Barbieri docet). Ciò non toglie che la pressione sia costante a causa di ritmi serrati, standard elevatissimi e zero margine d’errore.
Si prenda MSC World Europa, l’ammiraglia della World Class MSC riconoscibile per la sua promenade che unisce interno ed esterno della nave. A pieno carico ospita 6.700 passeggeri: ciò significa che le brigate devono preparare oltre 15.000 pasti al giorno, senza contare il sostentamento per i 2.000 membri dell’equipaggio.

I numeri dell’abbondanza (e del rigore) a bordo di MSC World Europa
Per il pane, sfornato ogni tre ore per garantirne la fragranza, servono 30.000 chili di farina al mese, a cui si aggiungono 400 chili quotidiani per la pizza. Le quantità impongono strumenti fuori dal comune: il minestrone si cucina in caldaie da 600 litri, perché nessuna padella tradizionale basterebbe. Anche la pasticceria è una catena di montaggio: funziona come un reparto industriale organizzato su turni continui, con produzione programmata in base ai picchi di servizio (colazioni, buffet, eventi, tra cui i compleanni degli ospiti). Tutto viene preparato in anticipo e standardizzato per garantire la stessa qualità su migliaia di porzioni ogni giorno.

Logistica e lotta allo spreco
Lo spreco – non solo su MSC World Europa ma su (quasi) tutte le navi da crociera – è il nemico numero uno. MSC, in particolare, utilizza software gestionali predittivi che analizzano i consumi in tempo reale, incrociando dati storici, occupazione della nave e abitudini dei passeggeri per regolare con precisione le quantità prodotte. Questo permette di ridurre drasticamente le eccedenze, soprattutto nei buffet, dove il controllo è più complesso. Anche la formazione del personale gioca un ruolo chiave: ogni reparto viene istruito a lavorare su porzioni, riutilizzo controllato e corretta separazione dei rifiuti.

Dall’orto idroponico alla birra “di mare”
L’offerta gastronomica è il vero “plus” di MSC World Europa. Accanto ai grandi classici come la steakhouse Butcher’s Cut (imperdibile il filet mignon e, in chiusura, la New York cheesecake) o il sushi bar di Kaito (i must sono il temaki e la tempura preparati al momento), l’ammiraglia MSC osa con concept avanguardistici. Noi ne abbiamo sperimentati quattro:
- Chef’s Garden Kitchen: si cucina con erbe coltivate in un orto idroponico cresciuto direttamente nel ristorante. Il menu prevede ceviche di capesante, coda di scampo scottata, agnello arrosto e il pregiato controfiletto di Wagyu.
- Masters of the Sea: il microbirrificio di bordo, che produce tre birre artigianali “Oceanic” utilizzando acqua di mare desalinizzata e purificata.
- Coffee Emporium: una torrefazione vera e propria con macchine Astoria, le “Ferrari” dell’espresso, che trasformano la pausa caffè in un’esperienza gourmet.
- La Pescaderia: oltre alle cene di pesce si serve anche il “cuòppo” con frittura di calamari, gamberi, totani ed alici.
Di solito, se una vacanza resta nel cuore, una parte importante del merito passa inevitabilmente dal palato. Su MSC World Europa questo è ancora più evidente: ogni ristorante, ogni servizio e ogni piatto diventano parte integrante dell’esperienza di navigazione. Insomma… se siete delle buone forchette e non siete ancora saliti a bordo di questa nave… è arrivato il momento di farlo!

Giornalista, viaggiatore e crocierista professionista. Scrivo per Vanity Fair, GQ, AD, Forbes, Robb Report, Dove e Ilfattoquotidiano.it. Per Ticketcrociere mi occupo di seguire le attività di PR e ufficio stampa.

