Negli ultimi anni diverse destinazioni asiatiche hanno deciso di investire con decisione nel settore crocieristico, puntando su esperienze sempre più esclusive e su infrastrutture all’avanguardia per attrarre compagnie e viaggiatori. Hong Kong, ad esempio, si distingue per una proposta di alto livello sviluppata dall’Hong Kong Tourism Board, che ha ideato pacchetti premium pensati per un pubblico di crocieristi esigente a cui sono proposti serate all’ippodromo in palchi privati, voli in elicottero VIP, visite guidate personalizzate all’Hong Kong Palace Museum e al museo di arte contemporanea M+. A queste esperienze si affiancano eventi e festival durante tutto l’anno, oltre alla possibilità di scoprire una scena gastronomica tra le più rinomate al mondo, con ristoranti stellati e cocktail bar premiati.
Parallelamente, anche la Corea del Sud sta rafforzando la propria posizione nel mercato, annunciando l’apertura di nuovi porti dedicati a navi boutique e di lusso, tra cui Masan e Saemangeum, rispettivamente nella provincia del Gyeongsangnam-do e di Jeollabuk-do. Con un totale di nove scali operativi, il Paese punta su procedure di imbarco e sbarco snelle, terminal attivi 24 ore su 24 e incentivi economici per le compagnie.
Le Filippine – uno dei paesi asiatici più in via di sviluppo a livello turistico – stanno scegliendo una strategia diversa, orientata all’esplorazione e alla sostenibilità. Con oltre 7.000 isole, l’arcipelago sta aprendo progressivamente nuove destinazioni – si parla di Busuanga, Malapascua e di alcune zone della provincia di Palawan – ideali per navi di piccole dimensioni e crociere di spedizione.
La Cina, dal canto suo, continua a investire massicciamente nelle infrastrutture e nella digitalizzazione dei porti. A Shanghai, nel distretto di Baoshan, è stato introdotto un sistema di sdoganamento intelligente che migliora significativamente l’efficienza operativa. Anche l’offerta a terra si sta arricchendo: sempre a Baoshan stanno andando avanti i lavori per Sea World, il progetto di trasformazione del porto crocieristico in una vera destinazione turistica urbana, con hotel, attività sportive indoor e aree per eventi.
Sempre in Cina, a Xiamen – città costiera della provincia del Fujian – si sta puntando su accessibilità e valorizzazione culturale, grazie a iniziative come il “One-Hour Tourism Circle”, che consente ai passeggeri di raggiungere rapidamente attrazioni iconiche e vivere esperienze legate al patrimonio locale.
Il mercato cinese: un rebus per l’industria crocieristica
Nonostante questi progressi, il mercato orientale – e in particolare quello cinese – è spesso considerato un rebus dagli operatori internazionali, perché combina grandi potenzialità con dinamiche molto instabili. Negli anni pre-pandemia sembrava destinato a diventare il secondo mercato mondiale, spingendo compagnie come Costa Crociere a progettare navi su misura (Costa Firenze, poi ricollocata sul Mediterraneo). Tuttavia, le aspettative non si sono concretizzate: cambi normativi, chiusure e una domanda discontinua hanno reso difficile pianificare sul lungo periodo.
Il “problema” è anche culturale: i passeggeri cinesi hanno preferenze diverse rispetto a quelli occidentali. Le piscine e le attività balneari tipiche delle crociere tradizionali hanno per loro meno appeal, mentre riscuotono molto più interesse lo shopping, il gioco e le esperienze indoor. Questo ha costretto le compagnie a ripensare completamente l’offerta a bordo.
In definitiva, l’Asia si conferma un’area strategica per il futuro delle crociere, ma anche un contesto articolato, dove innovazione, investimenti e conoscenza dei mercati locali saranno determinanti per cogliere appieno le opportunità disponibili.
Giornalista, viaggiatore e crocierista professionista. Scrivo per Vanity Fair, GQ, AD, Forbes, Robb Report, Dove e Ilfattoquotidiano.it. Per Ticketcrociere mi occupo di seguire le attività di PR e ufficio stampa.

