Tra scoglio e terra: cinque piatti da assaggiare durante il tuo scalo ad Ancona

Redazione Ticketcrociere il 29/06/2026 - 10:00

Se pensate che Ancona sia solo una banchina di cemento da cui scendere per scappare verso le spiagge del Conero, vi state perdendo il meglio della vostra sosta. Il capoluogo marchigiano è una città ruvida e orgogliosa, che a tavola non scende a compromessi: qui il pesce si cucina con le ore di pazienza dei marinai e la carne ha il profumo selvatico delle colline interne. Sbarcate con un obiettivo preciso: dimenticare i fast food e fiondarvi nei vicoli storici per scoprire cinque sapori che non dimenticherete facilmente.

Lo Stoccafisso all’Anconetana: il culto cittadino

È il re indiscusso delle tavole locali, protetto persino da un’accademia storica. Ad Ancona lo stoccafisso (merluzzo essiccato) non è un semplice piatto di pesce, ma un rito lento. Viene cotto in un tegame capiente, disposto a strati insieme a un’infinità di patate, pomodori, odori, peperoncino e un’absondante dose di olio extravergine d’oliva. La cottura richiede ore, finché le patate non si sfaldano creando un sugo denso e saporito in cui la scarpetta è un dovere morale.

I Moscioli selvatici del Conero: l’oro nero della costa

Se la tua crociera fa scalo in estate, devi assolutamente cercarli. Non chiamateli cozze: i moscioli sono mitili selvatici che si riproducono naturalmente sugli scogli sommersi del promontorio del Conero, in particolare nella baia di Portonovo. Dal sapore incredibilmente intenso, marino e selvatico, vengono gustati semplicemente scottati in padella con aglio, prezzemolo, limone e un filo d’olio, oppure usati per condire gli spaghetti.

I Vincisgrassi: l’antenato nobile della lasagna

Se preferisci i sapori di terra, dimentica la classica lasagna emiliana. I Vincisgrassi sono un monumento della cucina marchigiana: strati di sfoglia all’uovo (spesso profumata con vino cotto o marsala) alternati a un ragù ricchissimo, rustico e tagliato al coltello. La ricetta tradizionale prevede un mix di carni di manzo, maiale e, soprattutto, frattaglie (rigaglie di pollo, animelle), il tutto completato da una vellutata besciamella e una generosa spolverata di formaggio.

Il Crocino (o fritto di paranza): il mare nel cartoccio

Per uno street food veloce ma indimenticabile prima di risalire a bordo, cerca una delle friggitorie storiche vicino al porto o nel centro storico. Il fritto di paranza anconetano è un’opera d’arte: pesciolini di scoglio piccolissimi, triglie, calamari e zatterini passati nella farina e fritti all’istante in olio bollente. Servito caldissimo nel classico cartoccio di carta paglia, è croccante, asciutto e profuma di Adriatico.

La Ciambella con i Mosti (e il Verdicchio): il dolce della tradizione

Per chiudere in dolcezza, cerca nei forni della città la ciambella con il mosto. È un dolce rustico e poco zuccherato, tipico del periodo autunnale ma che oggi si trova facilmente in diverse varianti. Ha una consitenza compatta, arricchita da semi di anice che le conferiscono un aroma inconfondibile. Gustala tiepida, magari accompagnata da un calice di Verdicchio dei Castelli di Jesi fresco, l’orgoglio enologico del territorio.

Portati un po’ di Ancona a casa: La Ricetta dei Moscioli (o cozze) alla Marinara (per 4 persone)

Se vuoi rivivere il profumo del mare adriatico nella tua cucina, ecco la ricetta più immediata e verace. Se non trovi i moscioli selvatici del Conero, puoi usare delle ottime cozze fresche di scoglio.

Ingredienti

  • 1,5 kg di Moscioli selvatici (o cozze fresche)
  • 2 spicchi d’aglio
  • 1 bel ciuffo di prezzemolo fresco
  • Il succo di 1 limone biologico
  • 1/2 bicchiere di vino bianco secco (preferibilmente Verdicchio)
  • Olio EVO delle Marche, pepe nero macinato fresco q.b.
  • Fette di pane rustico (per i crostini)

Procedimento

Pulisci accuratamente i moscioli sotto l’acqua corrente, eliminando la barba (il bisso) e raschiando i gusci con una spazzolina o un coltello per togliere le impurità. In una casseruola molto capiente, scalda un giro generoso di olio extravergine d’oliva con i due spicchi d’aglio schiacciati (che toglierai in seguito) e metà del prezzemolo tritato finemente. Versa i moscioli nella casseruola a fuoco vivo, mescola rapidamente e copri subito con il coperchio. Lascia cuocere per circa 3-4 minuti, muovendo la pentola di tanto in tanto per farli aprire in modo uniforme. Appena i gusci iniziano a schiudersi, togli il coperchio, versa il mezzo bicchiere di vino bianco e lascia sfumare l’alcol per un minuto a fiamma alta. Spegni il fuoco (scarta i frutti rimasti chiusi). Aggiungi il resto del prezzemolo fresco tritato al momento, una generosa spruzzata di succo di limone e una grattata di pepe nero. Servi i moscioli caldissimi direttamente nei piatti fondi, irrorandoli con il sughetto filtrato e accompagnandoli con fette di pane casereccio abbrustolite, ideali per raccogliere il brodetto.

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