Approdare a Taranto significa immergersi in una storia millenaria dove il Mar Piccolo e il Mar Grande dettano le regole in cucina. Se pensate che la Puglia sia solo orecchiette e cime di rapa, Taranto vi farà cambiare idea con la sua anima profondamente marinara e verace.
Le Cozze alla Tarantina
Non chiamatele semplicemente cozze. Quelle di Taranto crescono in un ecosistema unico, dove sorgenti di acqua dolce (i citri) si mescolano all’acqua salata, rendendole incredibilmente dolci e polpose. La ricetta classica le vede protagoniste di un sauté con pomodoro, aglio, peperoncino e abbondante prezzemolo, servite con fette di pane pugliese abbrustolito.
Il Tubettino con le Cozze
Se la cozza è la regina, il tubettino è il suo sposo. È il piatto simbolo della convivialità tarantina: una pasta corta (i tubettini, appunto) risottata direttamente nel brodetto delle cozze. Il risultato è una minestra densa, “azzeccata” come dicono qui, dove ogni chicco di pasta racchiude il sapore del Mar Piccolo.
Le Bombette tarantine
Non solo pesce. Taranto guarda anche all’entroterra della Valle d’Itria. Le bombette sono involtini di capocollo di maiale ripieni di formaggio (solitamente canestrato pugliese), sale e pepe, tradizionalmente cotti “al fornello”. Sono un’esplosione di sapore filante, perfette come street food mentre si passeggia sul Lungomare Vittorio Emanuele III.
I Polpi alla Luciana (o in umido)
Il polpo a Taranto è un culto. Spesso lo si vede “arricciato” dai pescatori sul molo, ma la versione in umido con pomodorini, olive e capperi è una vera carezza per il palato. La carne diventa così tenera da sciogliersi in bocca, raccontando la maestria della cucina di mare più antica.
Le Sannacchiudere
Il nome significa letteralmente “si devono chiudere” (perché sono così buone che bisogna nasconderle per non finirle subito). Sono piccole palline di pasta fritta, simili agli struffoli ma con un carattere tutto tarantino, ripassate nel miele e decorate con confettini colorati. Nate per il periodo natalizio, oggi si trovano spesso nelle pasticcerie storiche come simbolo della tradizione locale.
Questo è il piatto che più di ogni altro ti farà sentire la nostalgia del porto di Taranto. Ecco come prepararlo con il segreto della “risottatura”.
Ingredienti per 4 persone
- 320g di pasta tipo “tubettini”
- 1kg di Cozze (meglio se tarantine)
- 300g di pomodorini ciliegino
- 1 spicchio d’aglio
- Olio EVO pugliese, peperoncino e prezzemolo fresco q.b.
Procedimento
Pulisci bene le cozze. In una padella capiente, falle aprire a fuoco vivo con un filo d’olio e uno spicchio d’aglio. Una volta aperte, sgusciale quasi tutte (lasciandone qualcuna intera per decorare) e filtra accuratamente l’acqua di vegetazione: è il cuore del piatto! In una casseruola, scotta i pomodorini tagliati a metà con olio, aglio e peperoncino, versa i tubettini direttamente nel sughetto di pomodoro e inizia a cuocerli aggiungendo l’acqua delle cozze filtrata un po’ alla volta, come se fosse un risotto. A metà cottura, se l’acqua delle cozze non basta, aggiungi un po’ di acqua calda o brodo vegetale leggero. Quando la pasta è quasi pronta, unisci le cozze sgusciate. Spegni il fuoco quando la pasta è al dente e il fondo è cremoso. Aggiungi una pioggia di prezzemolo fresco tritato e un giro d’olio a crudo.
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